Minima Cardiniana 398/3

Domenica 30 ottobre 2022, Sant’Angelo d’Acri

È PASSATO UN SECOLO
QUELLA MARCIA DI CENTO ANNI FA CHE CI INTERROGA ANCORA OGGI
di Luigi Copertino
In questi giorni è caduto il centenario della Marcia su Roma dell’Ottobre 1922. Un evento che ha è stato senza dubbio una svolta nella storia italiana ed europea benché, per certi versi, ha rappresentato una sorta di “grande equivoco” storico. Quello di un movimento di sinistra, certo di sinistra nazionale ma comunque di sinistra, che conquista il potere attraverso un compromesso tattico ma comunque non irrilevante con le istituzioni, le forze conservatrici e i poteri economici dell’establishment dell’epoca.
Le “celebrazioni” dell’evento hanno dimostrato si sono soffermate piuttosto sugli aspetti folkloristici, con intento denigratorio, o su quelli oscuri della conseguente dittatura, senza comunque spiegarne caratteri ed effettivi contorni al di là delle moralistiche condanne.
Pochi hanno ricordato che, nonostante ogni contraddizione ed ambiguità, la marcia su Roma è stato un evento che ha aperto una fase storica di più celere modernizzazione dell’Italia. Una modernizzazione che sarebbe sopravvissuta al regime fascista anche perché, data la loro formazione fascista, molti padri costituenti avrebbero scolpito i postulati ed i principi della politica modernizzatrice del ventennio fascista nella stessa costituzione repubblicana del 1948, con chiara intenzione e volontà di tradurre in chiave democratica quei postulati e quei principi che il regime aveva inverato in una forma certamente autoritaria ma fortemente debitrice di una concezione giacobina della democrazia ossia del governo delle masse. Continua a leggere