Minima Cardiniana 460/1

Minima Cardiniana 460/1

Domenica 24 marzo 2024, Domenica degli Olivi, o delle Palme

EDITORIALE
“La palma è la sorella dell’alloro”, cantava nel 1911 il Divino Gabriele rifugiato in Francia per debiti ma ben foraggiato – soprattutto dal “Corriere della Sera” – per celebrare con i suoi alati versi le gloriose gesta dell’Italietta dalle prospettive coloniali corte come le gambette e la sciaboletta del suo re che, trentadue anni più tardi, se la sarebbe data a gambe dalla sua capitale abbandonando il suo popolo non prima di avergli ingiunto di eroicamente resistere a qualunque attacco di un nuovo nemico, alleato fino a pochi minuti prima della sua fuga. Continua a leggere “Minima Cardiniana 460/1”

Minima Cardiniana 384/1

Domenica 26 giugno 2022, San Vigilio

EDITORIALE
L’ETERNO TEATRINO DELLA MEMORIA E DELLA “CANCELLAZIONE”
Insomma, tra dovere della memoria e cancel culture, ci capite ormai ancora qualcosa? Che cosa si deve ricordare, che cos’è opportuno o necessario dimenticare?
Prendiamo la doccia scozzese degli ultimi anni. Fino a una manciata di mesi fa, d’altro non si parlava se non di terrorismo fondamentalista musulmano. Poi qualcuno dev’essersi accorto che i capi e i finanziatori dei terroristi erano “amici”, partners finanziari, ottimi esportatori di petrolio ed eccellenti importatori di quelle armi che escono senza posa dalle uniche fabbriche industriali che l’Occidente riesca ancora a far andare a pieno ritmo. Quindi, mettiamo la sordina all’antislamismo indiscriminato e parliamo d’altro. Continua a leggere “Minima Cardiniana 384/1”

Minima Cardiniana 329/2

Domenica 30 maggio 2021, Santissima Trinità

EDITORIALE
IL DOVERE DELLA MEMORIA… O NO?
Sono un convinto fautore del dovere della memoria: e apprezzo molto che esso mi sia ricordato ogni 27 gennaio e ogni 25 aprile. Solo, temo che a volte politici e mass media abbassino la guardia, siano distratti. Oggi, Santa Romana Chiesa ci ha ricordato tre giovani donne, tre autentiche martiri: erano disarmate e dedite al loro prossimo, nel contesto di una feroce guerra civile, quella spagnola del 1936-39. Vennero arrestate, seviziate, assassinate. Sul fronte aragonese, nell’ottobre del 1936.
Che peccato che una qualche TV, per esempio, non si sia ispirata a quell’episodio per un toccante sceneggiato. Fra l’altro, il contesto sarebbe stato l’affascinante quadro di
Per chi suona la campana e di Tierra y Libertad. Quale occasione migliore per rievocare l’impegno civico speso in quell’occasione da tantissimi intellettuali, da Picasso a Hemingway…
Certo, c’è un guaio: Picasso, Hemingway, Malraux e millanta altri tifavano sì per la Spagna, la medesima a favore della quale si schieravano i governi francese, inglese, americano, russo…
Solo che, ohimè, le tre crocerossine furono trucidate dai democratici combattenti a favore dei quali si erano mobilitati tanti governi democratici e tanti fini intellettuali.
E allora, che facciamo? Gridiamo all’infamia, alla coscienza pelosa di chi vede soltanto i delitti dell’altra parte? O fingiamo di esserci distratti? O che altro?
A meno che non sia tutta una provocazione. Anzi…
Ma sì, diciamolo! È tutto chiaro, tutto evidente! Altro che beatificarle!
È evidente che si trattò di una provocazione: quelle andarono a farsi ammazzare da un reparto di antifascisti impegnati a difendere il suolo patrio. Che vergogna…
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